NUOVA GESTIONE DEI RIFIUTI A CHIARI…TRA SLOGAN E PROPOSTE POCO CHIARE

Tra i vari ordini del giorno del prossimo consiglio comunale, lunedì 16 marzo, spicca certamente il punto legato allo spinoso e tanto discusso nuovo sistema di igiene urbana.
Come già ribadito più volte, Chiari 5 Stelle considera la scelta del Porta a Porta la soluzione più  idonea e l’unica che attualmente possa, non solo creare una coscienza del rifiuto, ma anche raggiungere le direttive europee più prossime, ovvero il 50% di riciclaggio, ben diverso e ancor più restrittivo del 65% di raccolta differenziata.
La limitazione degli accessi ai soli clarensi (messa in campo dalla Giunta Mazzatorta) insieme al severo controllo del corretto conferimento dei materiale nell’isola ecologica ed in aggiunta il posizionamento dei contenitori per gli oli usati sono certamente dei buoni punti di partenza sul quale basare la futura gestione.
Se da una parte lunedì avremo modo tutti quanti di capire come sarà sviluppato praticamente e finanziariamente il nuovo servizio, non possiamo esimerci dal fare alcune considerazioni verso il gruppo di opposizione che, a nostro avviso, ha portato avanti un referendum senza fare una completa informazione verso i cittadini, basando la propria propaganda anti porta-a-porta su proposte poco chiare e slogan a volte fuorvianti. Una campagna che ci ha lasciato intendere una ristretta visione della materia in esame ed un spirito tutt’altro che ambientalista.
Ci chiediamo come mai tanta repulsione verso il porta a porta non sia stata anticipata da un progetto in campagna elettorale o meglio ancora da un progetto realizzato prima che la passata Giunta venisse sostituita.
Tutto questo in uno spirito, secondo noi, ben lontano anche dalla mentalità di dover cominciare a ridurre lo spreco di rifiuti alla fonte, ovvero cercando di fare acquisti che tengano presente la quantità e la riciclabilità  dell’imballaggio, tanto che qualcuno si è sentito in dovere di affermare: “Un sistema di raccolta così vincolante da non lasciare neppure la libertà di acquistare ciò che si desidera acquistare: una vera idiozia che pagheremo noi cittadini”.
Pensieri in piena sintonia con il decreto Sblocca Italia, scritto dall’attuale Governo, che sostiene a spada tratta l’incenerimento di rifiuti.
Niente di più lontano da nostro modo di pensare e di agire.